Negli ultimi anni abbiamo assistito, in campo medico e in quello oftalmologico in particolare, ad una vera e propria
rivoluzione legata prevalentemente alla massiccia introduzione dell'informatica nelle metodiche di diagnosi e di
terapia e allo sviluppo di strumentazioni sempre più precise e sofisticate. Inoltre il completamento di importanti
studi genetici ed epidemiologici ha consentito di approfondire le conoscenze sulle principali malattie oculari,
specie per quanto riguarda la frequenza, i fattori predisponenti e le modalità di trasmissione genetica.
E' così nato il concetto di medicina basata sull'evidenza (EBM): conoscendo le principali caratteristiche di una
determinata malattia, è possibile mettere in atto dei protocolli per la sua prevenzione e cura (linee guida),
ottimizzando le risorse a disposizione e riducendo i costi.
Le linee guida per la prevenzione delle malattie oculari prevedono:
• nei primi mesi di vita, la valutazione del "riflesso rosso del fondo oculare": eseguito di solito dai pediatri di
base, questo semplice esame consente la diagnosi precoce della cataratta congenita e di altre rare
malattie che possono compromettere lo sviluppo della vista;
• a 3-4 anni di età, la prima visita oculistica atta a prevenire l'ambliopia (occhio pigro), una riduzione del
visus legata alla presenza di anomalie di motilità oculare o a importanti differenze nel difetto di vista tra i
due occhi.
Visite di controllo sono inoltre consigliate in età scolare (6-8 anni), epoca in cui prevalgono l'ipermetropia e
l'astigmatismo, e a 11-13 anni, quando sono invece più frequenti i difetti di tipo miopico.
In quasi l'80% dei casi la cecità è evitabile. Le cause più frequenti di cecità legale nei paesi industrializzati –
la degenerazione maculare senile, il glaucoma, la retinopatia diabetica – quando iniziano a dare dei sintomi hanno
già provocato dei danni strutturali irreversibili. La visita specialistica periodica consente al medico oculista di
attuare le strategie di prevenzione e cura più idonee per mantenere nel tempo la funzione visiva del paziente.
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